Visione n. 8

 

 

SIUUUUUUUUUD...
Sale veloce,vola l'ascensore
144 piano
toccacielo di cristallo.
Rampa di scala scura e contorta
sino alla terrazza
che accoglie il viandante.
La vista si riempie
in geometrici spazi:
panorama fitto di parallelepipedi
riflettono perimetri vitrei
attraverso cunicoli solari,
boomerangs restituiti
al lancio primordiale
di eclissi filtrate
attraverso giganti d'acciaio
radicati nel zittire
vanagloriose architetture
materiali che offendono natura.
Lontanissima un'ombra verdazzurrina
mitiga speranze di alberi salvati
all'olocausto urbano.
Veicoli come insetti
transitano arterie
occluse da emboli extraurbani.
Fa tristezza pensare:
la foresta amazzonica
non ha scampo allo scempio che incombe.
SHAAAAAAAAAAAF...
Scende veloce, plana l'ascensore.
Pianoterra, asfalto di basalto.
Un'insegna luminosa lampeggia
offrendo tastiere digitali
per robots programmati.
Riprende la salita
aspettando discesa.
Una farfalla dalle ali spezzate
pende tra le porte compresse