Visione n. 5

 

 

Lento s'inerpica
su di un bianco sentiero
uno stupendo destriero nero.
Un cavaliere riverso sulla groppa
giace nel sonno eterno della morte.
Rosseggia lungo il candore della strada
un rivolo di sangue
sottile come un filo.
Attenti e muti
al suo spettral passaggio
soltanto quattro ciottoli curiosi
e una miriade di spade genuflesse.
Nitriti disperati alti alla meta
schiaffeggian il maniero sulla roccia,
alti e sinistri si levan
sino a lambire un cielo d'amaranto
inciso da segnal di colpi inferti
su corpo di quell'uomo addormentato
nel buio sonno senza pių ritorno.
S'innalza con stridore arrugginito
il ponte levatoio sopra il fossato
da acque intorpidite dal silenzio.
Ed un gracchiar di corvi lo accompagna
nell'inaspettato violento ultimo viaggio.
Era costui un uomo di valore,
il vincitor di imprese ardue e gloriose
ma non perė per man di un avversario
ma per l'odio d'amore di una donna.