Lettera all’uomo del futuro

 

 

Quando leggerai questa lettera io non esisterò più, me ne sarò andata come tanti altri della mia generazione,  cedendo il passo alle successive, delle quali tu entrerai a far parte.

Non troverai subito il mio messaggio perché lo affiggerò sulle porte della memoria.

In questo mondo dove l’unica certezza è l’incertezza, ho comunque buoni motivi per credere che tu lo leggerai perché la memoria come un ariete sfonda  i ricordi e conduce nei meandri del pensiero umano.

Promettimi di non bluffare uomo del futuro perché per capire il presente e guardare  al futuro bisogna rileggere  nel passato quello che è accaduto, in quale modo e con quanti sistemi hanno agito altri uomini prima di te.

La vita sarà sempre difficile e comunque meravigliosa, un viaggio da intraprendere inizialmente con lo stretto necessario: uno zainetto, per poi finire ( si spera ) al capotreno con un  bagaglio carico di esperienze.

I tempi cambiano velocemente ed ogni generazione affronta la propria epoca con gli strumenti e le possibilità che ha a disposizione, ma l’uomo nonostante i cambiamenti e le innovazioni sintomatiche del suo contesto non è cambiato molto.

Anche tu, uomo del futuro, sarai ancora l’uomo di sempre : una creatura imperfetta tesa nell’angosciosa ricerca della perfezione.

Da molte parti giungono segnali allarmanti sul tuo conto.

Si parla di te con grande cinismo, molti ti danno già per spacciato. Non mollare.

Puoi farcela benissimo anche se ho sentito in giro critiche velenosissime sul tuo conto : ti chiamano già UOMO VIRTUALE.

Dicono che programmerai azioni con ritmi veloci e freddi rendendoti simile ad un automa, che gli unici profumi della tua toilette quotidiana saranno gli psicofarmaci, che sarai forza soltanto espressa in megabyte, che il tuo indice della mano sarà l’unico fallo per la continuità della specie ! Non voglio crederci.

Ci saranno senza dubbio ritmi più veloci nei tempi in cui vivrai, ma non permettere alla rapida furia  di lasciarti fagocitare senza  fare nessun tentativo.

Un tentativo : riflettere ancora.

La riflessione è una ginnastica della mente sempre più obsoleta, ma è necessaria, alimenta il pensiero, lo arricchisce.

Mia madre quando ero bambina mi recitava questa filastrocca : “ Ci si sposava un tempo in chiesa, sull’altare, la gente era contenta, sapeva come amare. Nascevano  bambini con parti naturali, venivano cullati con gesti assai normali, e gli uomini al mattino andando a lavorare, baciavano le spose con tenera gaiezza. Le donne soddisfatte, alle finestre allegre, curavano la casa con facile destrezza. Un tempo, luogo sacro, usava il focolare, con tutta la famiglia intorno a chiacchierare : Il nonno raccontava la storia al nipotino di un bimbo delicato di nome Pollicino.

La nonna sferruzzava con fili colorati scialli affettuosi e caldi da stringere e indossare. Sul fuoco, nel paiolo, la zuppa brontolava e al rimestare lento del mestolo di legno, chetava i suoi bollori gustando la carezza, accoccolando calda sul fondo del tizzone. Favole d’altri tempi queste scene. Belli davvero i tempi di una volta ! “ Mi pare di vederti uomo del futuro… stai sogghignando beffardo. Che storie sono queste del paiolo con la zuppa che brontola ?

Mi risponderai che il paiolo è stato sostituito con il calderone del caos ! Ma nel calderone ci sarai tu e dovrai fare attenzione che non ti rimestino troppo violentemente.

Prova con un rametto di saggezza ad accomodare la minestra, non ti farà male.

Non appallottolarmi come un foglio inutile.

La mia più grande amarezza è stata quella di non poter raccontare ai nipoti questa filastrocca perché i miei figli non ne hanno generati altri e quei pochi fortunati della mia generazione che sono diventati nonni, ai loro nipoti ne hanno raccontata un’altra di filastrocca che forse ti sarà più congeniale: - ”Davvero non si sposa più nessuno, nemmen le cosiddette giuste cause. Tanta gente scontenta che non trova sentimento.

Figli in provette con sembianze perfette.

Si cerca al mattino di andare a lavorare tra spintoni e scossoni, nessuno escluso, compresi gli anziani che la pensione raggiungeranno mai. Le case vuote sbadigliano annoiate, stanze deserte con mura malate per vane giornate. Bambini parcheggiati ai televideo blu confessan disperati di non poterne più. Nel forno a microonde pasticcio scuro e duro diffonde un bruciaticcio che sa solo di spiccio. Sciamano scialbe contemporanee scene”-.

E così avanti sino alla sintesi della solitudine e dell’alienazione per l’uomo del futuro ?

Hai grandi responsabilità.

L’attuale situazione non è configurazione virtuale di una  teoria, ma cruda realtà.

Gli uomini già da tempo sono rintanati in loculi telecomandati dirigendo il pianeta con arida intelligenza. Esci dal loculo !

Non permettere alla tua intelligenza di inaridire, sarebbe un assurdo olocausto immolato sull’altare del nulla.

Farai ancora grandi scoperte, forse riuscirai ad attuare la formula della condensazione solare, sconfiggerai nuovi virus che affliggono l’umanità, comunicherai con intelligenze di altri pianeti, farai altre scoperte e sarai ancora ammirato, ma cerca di frenare l’avidità.

Se le nuove scoperte ti porteranno fama e ricchezza non dimenticare la tua coscienza, adopera le tue scoperte con intenti onesti, coltiva l’onestà come il diamante più prezioso e puro del mondo, scava nella scura miniera del dubbio che tenta l’avidità e la sete di potere.

L’onestà non è virtù dei deboli ma degli uomini giusti e la disonestà è l’edulcorante dei furbi che si credono più dotati di altri.

Ma i furbi non possono farla franca per tutta la vita.

Accetta la tua imperfezione, amala questa imperfezione che non ti consentirà mai di diventare una macchina ma soltanto un delicato ingranaggio dai complicati meccanismi da curare con scrupoloso impegno e passione.

Esci dal loculo . AMA!  Ama tutti gli esseri viventi : uomini,donne, bambini, extraterrestri, animali, ama la natura.

Quando avrai voglia di piangere, fallo, regala ad un altro essere le tue lacrime, non aver paura di allontanarlo, piangerà insieme a te.

Sorridi, ridi, grida, qualcuno lo farà insieme a te. Non avere paura di esternare i sentimenti uomo del futuro.

Sei ancora un uomo, sarai ancora soltanto un uomo, non un automa.

Sogna uomo del futuro.

Ci sarà ancora vita su questa terra se ci saranno uomini che sogneranno ancora.

Non è una colpa sognare, peccato sarebbe non farlo più. Non scordare di avere un’anima.

Non dimenticare di lasciare sempre una finestra aperta sull’anima.

Auguri!

 

                                                                                                     Giulia Occorsio

 

-          1995  -