Lap-dance

 

 

Serpeggia al nudo palo di metallo
alcoolica overdose di lap-dance!
Lei: bella e distante.
E': dura e sicura.
Minuscoli triangoli di stoffa
zippano luccichìo
sulla giovenca
puledra scalpitante.
Tam-tam ossessionante
la tosta techno-music rimbombante
picchia acida sui glutei sfacciati
e tra i puntuti seni
dove un rivolo rotola rapido
sino a lambire
l'anfratto di cosce salde
più forti del nerbo di frusta
allenata a suadenti fustigazioni.
Fremendo, si dimena da invasata
ma la mente recita lucida copione.
Con le ginocchia accarezza il pavimento
un rotear di fianchi
tra il ludico e il selvaggio.
Poi, con le braccia,
cinge stessa al collo
stringendo tra le cosce il duro ferro,
s'inarca sulla schiena
il corpo riversato
ad un inesistente
complice lascivo cielo.
Il verdognolo faro del piacere
illumina quel corpo in movimento
e molti sguardi incollan la visione
in rappresi desideri,sensi tarpati,decolli rinviati.
La femmina ostinata del pitone
prosegue la sua danza all'infinito.
Molto distante e in luogo assai diverso
sorride Salomè nella sua terra,
scuotendo il capo,con tono sufficiente,
sprezzante cantilena a bassa voce:
" Sarà ma la bambina ha ancora da imparare !"