Il testamento

 

 

I suoi parenti compunti ed impazienti
il vero amico trasparentemente triste,
raccolti dal silenzio per la lettura
del nuovo testamento.
Così il notaio alzò lo sguardo
al di sopra delle lenti e lesse
da attore consumato al ruolo
il de cuius pensiero
interrompendo un attimo il suo dire
con un sorriso tra il serafino ed il volpino:
"Mobili, immobili, titoli e terreni
ai miei diretti discendenti lascio,
al mio più caro amico,
quello che mi voleva veramente bene,
pane fragrante,
acqua di sorgente,
il dono inaspettato di sorrisi,
la forza di carattere,
l'amore dell'amore
e la pace del cuore.
Successe il finimondo!
Un putiferio scatenarono i parenti
non contenti,
conceder tanto ad un qualcuno
senza legame alcuno
e, a viva voce, pretesero
d'impugnar le ultime volontà
del caro estinto.
Con occhi lucidi ed un sorriso lieve
il suo amico ringraziò il notaio
ed uscì alla svelta,
urgeva il desiderio acuto
di respirare aria più pulita.