CAINO

   

Un sole cinto da freschi fianchi azzurri

stringe concentrici cerchi di luce

ai facili piaceri del leggero abbaglio.

Sull’ossidato vassoio della mente

sindoni d’ossessione

spingono tra le chiome spine

strappate da scomposte trecce.

Gridano, sinistri corvi bistrati di catrame,

cinici seduttori stanchi,

sazi rapinatori di furore,

saccheggiatori di ventagli insanguinati.

Il sole offeso,acceca, trafigge e bacia

con urla di brace la cascata di pece

che s’agita e scroscia

nel petto di colui che lancia pietre.

Non ha mai fine l’attesa di Caino