A primavera se non li vivi non puoi comprenderli

 

 

Stordisce il giallo mimosa a marzo
dolciastro orgasmo di fiore passeggero.
Sangue assopito ridesta la primula stagione
dell'esiliato inverno che scolora.
Indaga e indugia sguardo
su legni bruni e chiari
scomposte aspre cortecce di sagome viola.
Quell'emozione antica di coglier gemme nuove,
amanti predilette in pochi giorni elette
miglior breve stagione d’affresco calendario.
Gemme, virgulti e semi accompagnati
dal vento delicato del creato
cullano i sensi solfeggi lusinghieri
inondan profumate sottili perdizioni
temendo di sciupar con un maldestro amplesso
ardore variegato al desiderio
dell'agognato sotto-vuoto spinto.
Nitido, il cantico di danzatori alati
conferma la stagione trasognata.
Ti cinge il corpo dolcezza inusitata
cambia leggero il gioco delle parti,
mutar di luoghi che son gli stessi luoghi
E ti domandi: come puoi pensar
di esser oggi colui che fosti ieri?