GIULIA OCCORSIO

 

 

Forse, a ben guardare, la chiave interpretativa della personalità di Giulia Occorsio può consistere in quella che a noi appare come una sorta di dichiarazione poetica ed esistenziale che l’artista detta in due versi di una sua poesia: “ è ancora più difficile/ è il dono della semplicità”.

Soffermandoci su questi due versi, parlando della sua poesia, abbiamo, però, tracciato anche il profilo della Occorsio-artista, giacchè nella sua personalità non è possibile distinguere – se non nella peculiarità delle manifestazioni specifiche – la poetessa dall’artista, essendo il profilo complessivo del suo intervento creativo, motivato e presieduto da una profonda coscienza del rilievo contenutistico, dal peso, cioè, e dalla responsabilità di costruire non certamente un universo di pure forme, ma un organico processo di comunicazione che consenta di attivare un fertile interscambio col fruitore, non nell’intento di trasmettere un sapere ex cathedra, ma nel bisogno – e ritorna il tema della semplicità – di poter contare su strutture stabili ed incontroverse sulle quali appoggiare l’edificio dell’interscambio psicologico e culturale.

La produzione artistica della Occorsio si offre come manifestazione produttiva che sfugge ad una perimetrazione costrittiva entro un ambito stilistico specifico e determinato, dirigendosi, piuttosto, ad una sperimentazione aperta e suggestivamente disponibile alla scoperta di nuovi mondi ed occasioni creative, lasciando spazio al fiorire di una corposità di immagine in cui il gesto che crea l’immagine ha bisogno di avvertire come unica ed indefettibile prescrizione normativa, l’ubbidienza alla consapevolezza della coscienza, che non può essere identificabile nella parola-guida di “semplicità”.

 

(Rosario Pinto)