GIULIA OCCORSIO

 

Percezioni allucinatorie

 

 

 

Lo sguardo sensibile di Giulia Occorsio attraverso l’improvvisazione di reinter-pretazioni visive sul piano dell’estetica pura giunge ad emozionarci.

Il cromatismo immediato crea una terza dimensione, quel terrain vague che si trova tra l’eterno e il transitorio. I sentimenti, punti di partenza dell’artista, con un salto volontario, in un impeto propulsivo, riescono ad arrivare ad una soluzione, al vero scopo. L’allucinante progresso della tecnica digitale è capace con audacia foto- linguistica di far convergere la pittura con la fotografia creando  un vocabolario nuovo dove resta emarginata la gestualità pittorica. L’occhio lavora in sintonia con la lente ottica, la quale cattura il materiale necessario alla ricerca e  permette all’artista di navigare nella realtà che la circonda. La capacità di astrazione visiva di Giulia Occorsio viaggia di pari passo con la velocità segnica complessa valorizzando l’aspetto tecnologico dell’opera, fatta di passaggi infiniti ed evidenti in ogni angolo del suo percorso, dove nulla è dato per scontato. Nell’opera Inquietudine si resta in bilico tra l’immagine e la sua assenza, l’artista investiga la banalità in un flusso continuo di visioni scontrandosi faccia a faccia con la percezione allucinatoria del mondo. Barlumi di figure, frammenti di proiezioni si rincorrono in uno spazio scenico prestabilito determinando vuoti e concentrazioni. Illusione pittorica  dove la resa sotterranea finale è metafora di trasgressione ed di sottile ribellione.

Il lento ridestarsi della luce e dell’universo, antitetica combinazione di spazio e tempo che imprigiona l’eterno presente, l’universalità filtrata dalla luce cadenzata dal buio che  dispensa bagliori  destinati ad esprimere pathos e movimento.

Arte digitale che va oltre la capacità manuale e tecnologica, decostruzione fotografica che con elaborazioni computerizzate esprimono il disordine, il caos contemporaneo, opere dalle quali trapela una purezza senza inganni, traspare lo sguardo ampio e vertiginoso dell’autrice.

Immagini tra il surreale e il futuribile nell’opera Et notre mouvement, alienazione di deformazioni di nero e di rosso profonde, necessità di Giulia Occorsio di barricarsi all’interno della sua creatività per sfuggire ai sogni cupi e a realtà minacciose. Oscura attrazione, eccitante ricerca in un groviglio inestricabile di apparizioni e sensazioni, di lampi e precipizi .

I titoli dati alle opere sottintendono il laico e lo spirituale, lo svelato e il misterioso,   oscillando sui differenti registri delle intimità sospese della memoria.

Pittura e fotografia  che intensificandosi  e sovrapponendosi si confondono in un abbraccio sempre più avvolgente. Evocazioni inafferrabili che a sostegno della delicata sfera concettuale non si lasciano irretire dal virtuosismo compositivo. La dinamica dei contenuti accentua la tensione attraverso un cromatismo talvolta acido e corrosivo. La spettacolarità dell’immagine fa affiorare il segreto della sua anima poetica, nessuna esibizione di virtuosismo tecnico ma solo volontà di manipolare una realtà transitoria per piegarla al proprio sguardo liberandola dalla propria superficialità.  

 

 

Giugno 2013                                                                              Maria De Michele